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Cose da non scordare

Anche se l'iniziativa del "parco Antonio De Meo" dovesse diventare realtà è importante tenere ben presente che nulla è stato ancora fatto, detto o pensato per migliorare la vivibilità di Martinsicuro.
Gli eventi hanno delle cause, oltre ad avere delle conseguenze, non dimentichiamo neanche questo.

Commenti

  1. ...soprattutto questo.

    Anche al di là della memoria e del parco in se stesso...
    ...Antonio non deve essere dimenticato.

    Perchè, come ben sottolineato da ASmadROmax, è nelle cause l'enorme differenza tra Svetlana e Antonio.
    E quindi anche nell'evitabilità.

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  2. Sottoscrivo pienamente... quando accade un fatto si pensa al dopo o a condannare, ma nessuno o pochi pensano alle cause che hanno portato al fatto ultimo. Qualche tempo fa parlavo di prevenzione e mi è stato risposto in maniera ironica e fuoriluogo in questa maniera: ...AMEN!
    Potete giudicare voi stessi la pochezza che alberga nella mente di alcuni, altro che parco, la vera urgenza è ricostruire il tessuto sociale ed elevare culturalmente il paese, altrimenti questi sarebbero capaci solo di imbrattarlo il parco o monumento che sia...

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  3. Signori stiamo parlando di due ragazzi ventiquattrenni!
    Trovo grottesca la vostra distizione di due morti tragiche e violente basata su stato sociale, fortuna ed anche su eventuali decisioni volontarie degli stessi.
    Due ragazzi morti sono due ragazzi morti! Che vorreste dire allora, che chi muore per overdose non merita di essere ricordato???
    Pensateci bene prima di scrivere certe assurdità e se vi sentite in grado di difenderle abbiate il coraggio e la coerenza di firmarvi.

    Se proprio volete parlare di cause allora parliamo anche di cause.

    E' mia convinzione personale (ma vi assicuro che non sono il solo a pensarla così) che le cause di queste morti siano da andare a cercare ben oltre quelle evidenti.
    Nel caso di De Meo vi chiedo: hanno forse i suoi assassini minorenni deciso di abbandanare la scuola, di ritrovarsi immersi in un contesto di illegalità diffusa praticamente senza via d'uscita, di diventare piccoli delinquenti prima ancora di diventare uomini? Io credo di no.
    Se certi GHETTI esistono ancora oggi nelle nostre città lo si deve esclusivamente alla nostra nota incapacità nell'applicare e nel far rispettare le leggi che già sono in vigore.
    Il sistema giudiziario e le forze dell'ordine sono oggi allo sbando. Questa è la verità scomoda che ci sforziamo di non vedere.

    Per quanto riguarda invece il degrado (e le morti!) legate al mondo della prostituzione ancora una volta sono convinto che le colpe siano solo ed esclusivamente nostre.
    Mi raccontano i miei nonni che prima del 1958, addiruttura durante quel tempo dell'ordine e della disciplina tanto caro a diversi movimenti politici nostalgici, in Italia la prostituzione non era affatto un problema. Nel dopoguerra a Martinsicuro viveva in via Piemonte una prostituta Martinsicurese, ve lo ricordate oppure no?
    La prostituzione esiste da sempre e sempre esisterà. Pensare di bandirla è pia illusione ed equivale a bandire uno degli istinti più forti ed elementari che l'uomo (in quanto animale) possiede. Il resto è retorica e morale cattolica che causa le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: fatevi un giro negli appartamentini di villa rosa, di alba, di martinsicuro, di silvi, di porto san giorgio per capire di cosa si parla.
    Poi magari confrontate la situazione con quella della Svizzera (quella si Calvinista!), della Germania, dell'Austria, dell'Olanda, della Spagna.
    La prostituzione va legalizzata punto e basta. Facciamo un referendum su questa cosa poi vediamo chi vince.

    Infine, visto che si parla di morti tragiche di giovani a Martinsicuro, non posso evitare di pensare alle morti per overdose.
    Chi scrive ha personalmente soccorso numerosi ragazzi (talvolta amici coetanei) vittime della droga. Ho quindi avuto modo di immedesimarmi e di sentire il problema molto da vicino per cui scrivo senza ricorrere a quel deprecabile cinismo che purtroppo spesso mi contraddistingue.
    La mia convinzione personale è che le droghe (tutte) andrebbero liberalizzate ma mi rendo conto chè è una idea per molti versi estrema e probabilmente irrealizzabile.
    Quello che però invece si può e si deve fare è togliere questi ragazzi dalle galere ridando loro la dignità che gli spetta in quanto esseri umani.
    Guardate questo documento fino alla fine. Mostra le differenze di vita reale che ci sono nel drogarsi per strada piuttosto che farlo in una apposta sala da iniezione sotto il controllo dei medici e con la vicinanza di personale addetto al recupero di questi ragazzi. Per una volta lasciate da parte i preconcetti e riflettete su questa possibilità.

    Grazie per l'attenzione

    Alain

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  4. La distinzione era sulle cause (e sull'evitabilità) dei tragici episodi, non sulle vittime. Altrimenti, extrema ratio, dovremmo pure stare a discutere sul perchè si ricordano Falcone e Borsellino e non dico Svetlana, ma quanto meno in egual misura gli uomini della scorta dei citati magistrati.
    Nel caso specifico del povero Antonio, è stato già detto che quel che si sta mostrando non è il cancro (semmai una delle tante piaghe generate dal cancro) di una presenza impunemente dedita alla diseducazione infantile - tanto per parafrasare le tue stesse parole -, bensì una cancrena del nostro tessuto sociale nella sua interezza (istituzioni + società civile). Bada bene! Sto dicendo che responsabile non è solo lo Stato, ma anche il semplice cittadino! Anche perchè - come noto al di là di ogni ipocrita congiunturale distinguo dato che certi danni non si generano con una sola legislatura - ogni governo è il governato che si guarda allo specchio.

    Per il resto: grazie, per una volta, per aver dato supporto a quanto da me espresso.
    Mi trovi in disaccordo solo sulla questione della liberalizzazione delle droghe come limitazione del danno individuale e sociale, e per una questione di principio e non di bigotta morale: chiamo droghe quelle sostanze che, se assunte, alterano la percezione che l'individuo ha di sè e della realtà che lo circonda. Per cui vanno proibite. E per cui chi usa eroina è un "drogato" e un "tossicodipendente", chi fuma sigarette (come il sottoscritto) solo un "tossicodipendente". Entrambi due disgraziati.

    PS: per i cattolici, sulla prostituzione: Sant'Agostino - non uno qualunque - non solo la tollerava, ma anzi le riconosceva una valenza sociale.

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  5. Alain è un fine analista di problematiche sociali e conosce molto bene la sua città. Tuttavia la prostituzione e la tossicodipendenza non sono esattamente fenomeni analoghi. Se, infatti, come afferma lui stesso, nel primo caso ci troviamo di fronte all'istinto più elementare dell'uomo, il ricorso alle droghe viene indotto sempre dalla presenza di fenomeni che con la natura hanno poco a che fare. Per cui, d'accordo con lui sulla legalizzazione della prostituzione, molta, molta cautela sulla liberalizzazione delle droghe (anche di quelle leggere: distinzione secondo me cervellotica).

    RispondiElimina
  6. Solo una precisazione: per "sigarette" intendevo quelle che si comprano dal tabaccaio. Non vorrei essere malinteso. Per "tossicodipendenza" intendevo il tabagismo e nulla di più.

    RispondiElimina

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