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Qualità della vita

E adesso pare vogliano riempire di gas il nostro sottosuolo. Così tutti gli altri problemi sembreranno sciocchezze e saremo più felici.

Commenti

  1. all'indirizzo http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=235
    potrete osservare una prima notizia falsa detta nell'articolo citato. I comuni interessati sono San Benedetto del Tronto e Monteprandone.
    Le ditte che hanno fatto richiesta sono ACEA,
    GAS PLUS STORAGE, GAZ DE FRANCE INTERNATIONAL.
    Per altre informazioni girate il sito. Possibilmente senza allarmarsi o meglio prima di allarmarsi, informarsi.

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  2. Visitando la pagina dei pozzi storici
    http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/pozzi/gruppo.asp?ub=T&regione=Marche&provincia=Ascoli%20Piceno
    si ricava che negli anni '80 sono stati scavati, nel comune di San Benedetto del Tronto, 5 pozzi
    profondi per la ricerca di idrocarburi: uno nel 1980, profondo 3519 metri con presenza di gas; un secondo nel 1982, profondo 3858 metri, sterile; un terzo nel 1982, profondo 3764 metri, sterile; un quarto nel 1985, profondo 3359 metri con presenza di gas; un quinto nel 1989, profondo 2160 metri, sterile.

    La tecnica dello stoccaggio è una pratica comune in tutto il mondo. Il gas viene stoccato in pozzi profondi dove le caratteristiche del sottosuolo lo permettono. Viene stoccato per esempio dove c'erano giacimenti di gas che sono esauriti, al di sotto di rocce saline (chi è stato in Polonia,
    http://www.mondoviaggiblog.com/2010/10/14/a-wieliczka-in-polonia-concerti-e-divertimenti-in-una-miniera-di-sale-sotterranea/
    http://amici-inallegria.spaces.live.com/blog/cns!752AC0CB40CEB938!742.entry sa di cosa parlo), e in acquiferi profondi.

    Per info potete vedere questo.
    http://www.treccani.it/export/sites/default/Portale/sito/altre_aree/scienze_della_terra/enciclopedia/italiano_vol_1/pag879-912ITA3.pdf
    E' solo un esempio. Trovate molto materiale in rete. Il progetto di stoccaggio a San Benedetto potrebbe essere anche di tipo non convenzionale ma senza dati alla mano è difficile giudicare e soprattutto non è il caso di allarmare i lettori.

    Mi dispiace notare che molti giornalisti non informano più. Non sanno farlo, non sono interessati a farlo o non so cos'altro ma non lo fanno più. Bastava qualche riga in più per far capire ai lettori di cosa si trattava.

    PS
    Dato il freddo e la neve di questi giorni forse è conveniete oltre che economico avere dei centri di stoccaggio di gas naturale vicino casa. Oltre al camino (per chi ce l'ha) abbiamo bisogno di accendere le caldaie.

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  3. Per chi volesse approfondire ho trovato un documento dell'HSE Inglese (il dipartimento indipendente di sicurezza sul lavoro).
    Il report è tratto da quest'altro libro sullo stesso argomento.

    Come vedete la materia è complessa e relativamente nuova. Finora ci sono stati 65 incidenti documentati con in totale 9 morti, 62 feriti e 6700 sfollati (alcuni dei quali in maniera permanente).

    Una cosa è certa: di sicuro gli studi sui possibili rischi saranno fatti secondo scienza e coscienza. La ben nota integrità morale dei nostri politici li terrà certamente al riparo dalle facili lusinghe di eventuali facili guadagni.

    Possiamo dormire sonni tranqulli.

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  4. I rischi in zona abbastanza sismica restano le fughe
    di gas inodore e incolore da eventuali fratture.
    Dipende tutto dai geologi e dalle loro competenze.
    Se mantengono le pressioni relativamente basse,
    probabilmente non succedera' mai nulla.

    RispondiElimina
  5. Visitando la pagina dei pozzi storici del sito del Ministero dello Sviluppo Economico
    http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/pozzi/gruppo.asp?ub=T&regione=Marche&provincia=Ascoli%20Piceno
    si ricava che negli anni '80, nel comune di San Benedetto del Tronto, sono stati scavati cinque pozzi profondi per la ricerca di idrocarburi: uno nel 1980, profondo 3.519 metri con presenza di gas; un secondo nel 1982, profondo 3.858 metri, sterile; un terzo nel 1982, profondo 3.764 metri, sterile; un quarto nel 1985, profondo 3.359 metri con presenza di gas; un quinto nel 1989, profondo 2.160 metri, sterile.
    La tecnica dello stoccaggio è una pratica già in uso in molti paesi e da quello che leggo qui (http://conflittiestrategie.splinder.com/post/23736118/europa-e-russia-gasostpolitik-di-amusto) è una politica energetica promossa e incentivata dall’UE.
    I paesi che non hanno grosse riserve di gas e che vogliono conservarle generalmente acquistano gas da paesi ricchi in riserve di gas (l’Italia lo acquista principalmente da Algeria, Libia e Russia – mi sembra, ma non ho il tempo di controllare le fonti). Il gas viaggia, compresso, attraverso i gasdotti e poi viene ri-gassificato. A questo punto può essere usato o stoccato. Nel caso dello stoccaggio, si utilizzano pozzi profondi (come quelli scavati negli anni ’80 nel Comune di San Benedetto del Tronto) per immetterlo nel sottosuolo dove le condizioni lo permettono. Viene stoccato per esempio dove c'erano giacimenti di gas che ora sono esauriti, in acquiferi profondi o al di sotto di rocce saline (per avere un’idea delle rocce saline, cercate in rete le immagini dell’ex miniera di sale di Wieliczka in Polonia).
    Per info sui metodi di stoccaggio potete vedere questo. E' solo un esempio. Trovate molto materiale in rete.
    http://www.treccani.it/export/sites/default/Portale/sito/altre_aree/scienze_della_terra/enciclopedia/italiano_vol_1/pag879-912ITA3.pdf
    Il progetto di stoccaggio a San Benedetto del Tronto potrebbe essere anche di tipo non convenzionale ma senza dati alla mano è difficile giudicare e soprattutto non è il caso di allarmare i lettori. Mi dispiace notare come alcuni giornalisti non informano più. Non sanno farlo, non sono interessati a farlo, forse non sono pagati bene per farlo o non so cos'altro, ma non lo fanno. Bastava qualche riga in più per far capire ai lettori di cosa si trattava.
    PS. Potrebbe essere conveniete oltre che economico avere dei centri di stoccaggio di gas naturale vicino casa. Potrebbe. Ma per dirlo con esattezza si dovrebbe avere una conoscenza dettagliata della situazione (cosa che con poco tempo a disposizione non è possibile).

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  6. scusate ma stamattina non c'era un commento di Alain che linkava su un sito che avrebbe dovuto chiarire qualcosa sulla questione?...come mai è stato tolto?...semplice curiosità
    Grazie

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  7. Nessun commento è stato rimosso dal blog.

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  8. confemo che il mio commento (se pur erroneamente) è stato rimosso

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  9. ah ...beh....meno male, cominciavo a pensare di aver sognato, grazie Alain, ero appena entrato sul tuo blog per chiedertelo direttamente. Buona giornata

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  10. non si capisce ancora come mai... quello dello staff stanno vedendo di recuperarlo nella mail per postarlo di nuovo (non mi va di riscriverlo... paganini non ripete! heheheeheh)

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  11. (riecco il commento...)

    Per chi volesse approfondire ho trovato un documento dell'HSE Inglese (il dipartimento indipendente di sicurezza sul lavoro).
    Il report è tratto da quest'altro libro sullo stesso argomento.

    Come vedete la materia è complessa e relativamente nuova. Finora ci sono stati 65 incidenti documentati con in totale 9 morti, 62 feriti e 6700 sfollati (alcuni dei quali in maniera permanente).

    Una cosa è certa: di sicuro gli studi sui possibili rischi saranno fatti secondo scienza e coscienza. La ben nota integrità morale dei nostri politici li terrà certamente al riparo dalle lusinghe di eventuali facili guadagni.

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  12. Il discorso e' semplice, per stipare piu' gas, aumentano
    la pressione, per arrivare anche oltre i 100 bar
    100 bar sono quasi 100daN/cmq cioe' quasi 100Kg/cmq. (sticazzi !!!)
    ma siccome la roccia non e' un serbatoio di acciaio,
    bisogna mantenere la pressione molto sotto il limite massimo.
    e visto e considerato che la zona e' sismica,
    sarebbe meglio non alzare troppo la pressione.
    La sicurezza dell' impianto e' tutta nella gestione
    della dirigenza tecnica.

    RispondiElimina

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